Michael Nichols: LA MIA PROSPETTIVA

FOTOGRAFIA E CONSERVAZIONE sono strettamente correlate fin dai loro rispettivi albori. Nel tardo XIX secolo, le immagini degli straordinari paesaggi statunitensi di Yosemite e Yellostone ne ispirano la salvaguardia, il che avrebbe posto le fondamenta per la nascita del sistema di parchi nazionali americani.
Nel corso della sua storie centenaria, National Geographic ha visto innumerevoli esempi del potere della fotografia. Nel 1906 pubblicò 70 foto di George Shiras, che usò il flash per illuminare gli animali di notte. Quelle immagini destarono sensazione – la redazione fu subissata di lettere che ne chiedevano altre – e inaugurarono il vincolo tra la rivista e la fotografia naturalistica. Mezzo secolo dopo, le immagini di National Geographic delle magnifiche sequoie della California fecero comprendere le loro vulnerabilità al disboscamento e agli interessi industriali.
Nel 2009, tornai a quelle sequoie per un articolo su ciò che rimaneva delle loro foreste e la ricerca di una più efficace strategia conservativa. La ricompensa più significativa per il mio lavoro è che ha contribuito a far funzionare meglio la salvaguardia delle sequoie: in qualche modo abbiamo formato il nostro appetito apparentemente insaziabile per le risorse del pianeta. Ci vogliono tempo ed immaginazione per comprendere che le risorse della Terra sono limitate e che questo è l’unico pianeta che abbiamo. E la fotografia può aiutare ognuno di noi a immaginare un mondo migliore.-M.N.

°MICHAEL “NICK” NICHOLS è entrato a far parte dello staff di fotografi del National Geographic nel 1996 ed è stato nominato editor at large della rivista National Geographic nel 2008. Dal 1999 al 2001, ha documentato la spedizione africana Megatransect dall’ambientalista Mike Fay, da cui sono scaturiti tre articoli e un libro, The Last Place on Earth.

la mia prospettiva

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